Le filosofie del Barocco europeo hanno consacrato alla forma-teatro una parte importante del loro sviluppo di pensiero. Questo si evince in particolar modo nel pensiero di Giordano Bruno e in una delle caratteristiche principali del suo filosofare: il *dialeghein*. Già a partire dalla sua prima ed unica commedia, *Il Candelaio* (1581), Bruno dissolve la pretesa di percepire l'uomo come un ente identico, definito e assoluto e, di contro, ne esalta le sue *maschere*. Una tra le caratteristiche principali della filosofia moderna consiste nel concepire il pensiero come assolutamente autonomo, non più semplicemente recepito bensì *formato*, cioè come il frutto di un atto o operazione dell'autocoscienza. Ma la soggettività autocosciente è mutevole e diveniente, formata da diversi "personaggi". Questi assunti sono ben presenti nel teatro dell'età moderna "classica", tra Sei e Settecento. In particolare, in autori francesi legati alla tradizione del cosiddetto "libertinismo erudito", nell'età di Racine, Corneille e, soprattutto, Molière. Cyrano de Bergerac (1619-1655) appartiene in pieno a questa tradizione e si fa portavoce di un pensiero eterodosso, anticonformista e antireligioso che fa del teatro il luogo d'elezione per esprimere idee nuove, lontane dal senso comune della filosofia scolastica aristotelica. *La morte di Agrippina* (1654) e una delle opere meno note di Cyrano, che a differenza, per esempio, della commedia *Il pedante gabbato* (1754, ispirato manifestamente al Candelaio di Bruno), mette avanti i principali filosofemi libertini - in particolare la tesi della materialità dell'anima e la morte di dio -, affidati ai personaggi di Agrippina e del generale Seiano. Mai tradotta in italiano, mai rappresentata sulle scene italiche, *La morte di Agrippina* è un testo tutto da scoprire nella nuova edizione italiana appena data per nostra cura alle stampe presso l'editore Bonanno.
Si tenterà infine di ritrarre un breve spaccato delle teorie, delle forme e delle pratiche sceniche dell'epoca, esaminando alcune questioni fondanti relative alla Storia del Teatro e dello Spettacolo a cavallo tra Sei e Settecento, con particolare attenzione alle figure del teatro classico francese.
Il saggio finale - che avrà anche funzione di esame di verifica -, consisterà in una "lettura scenica" di parti scelte significative della *pièce*, che verrà ridotta e adattata per la rappresentazione teatrale, nel corso dei lavori del Laboratorio.