Navigazione di Sezione:
Laboratorio Di Filosofia E Teatro 2026/2027
Programma di Laboratorio Di Filosofia E Teatro:
LABORATORIO DI FILOSOFIA E TEATRO – A.A. 2026-2027
DECIMO CICLO
a cura di Paolo Quintili
e di Maria Laura Galviati,
Il Pedante gabbato (1654) di Cyrano de Bergerac e la Commedia dell’Arte italiana.
Inizio: lunedì 5 ottobre 2026, Aula P3, ore 17.00-20.00.
Programma:
Cyrano de Bergerac e la tradizione della Commedia dell’Arte italiana.
Le filosofie del Barocco europeo hanno consacrato alla forma-teatro una parte importante del loro sviluppo di pensiero. Questo si evince in particolar modo nel pensiero di Giordano Bruno e in una delle caratteristiche principali del suo filosofare: il Dialogo. Già a partire dalla sua prima ed unica commedia, Il Candelaio (1581), Bruno dissolve la pretesa di percepire l’uomo come un ente identico, definito e assoluto e, di contro, ne esalta le sue maschere. Una tra le caratteristiche principali della filosofia moderna consiste nel concepire il pensiero come assolutamente autonomo, non più semplicemente recepito bensì formato, cioè come il frutto di un atto o operazione dell’autocoscienza. Ma la soggettività autocosciente è mutevole e diveniente, formata cioè da diversi “personaggi”.
Questi assunti sono ben presenti nel teatro dell’età moderna “classica”, tra Sei e Settecento. In particolare, in autori francesi legati alla tradizione del cosiddetto “libertinismo erudito”, nell’età di Racine, Corneille e, soprattutto, Molière. Cyrano de Bergerac (1619-1655) appartiene in pieno a questa tradizione, ne è il principale esponente e si fa portavoce di un pensiero eterodosso, anticonformista, antireligioso che fa del teatro il luogo d’elezione per esprimere idee nuove, lontane dal senso comune della filosofia scolastica aristotelica. La commedia Il pedante gabbato (1754), ispirato manifestamente al Candelaio di Bruno, mette avanti i principali filosofemi libertini – in particolare la tesi della materialità dell’anima e la morte di dio –, affidati ai numerosi personaggi comici che si fanno beffe delle idee ricevute e dei pregiudizi nobiliari: Granger (il Pedante), il capitano Castelforte, il gentiluomo De la Tremblaye, contrapposti alle figure più autentiche dei popolani, eredi degli “Zanni” della Commedia dell’Arte – il contadino benestante Matteo Gareau, Corbinelli valletto e lestofante – alla cui tradizione Cyrano deve molte delle sue figure. Il testo, tradizionalmente noto, va riletto e riscoperto, anche grazie a una recente traduzione italiana per le «Edizioni clandestine»– alla luce delle ascendenze italiane del teatro di Cyrano e alla sua filiazione dalla storia recente della Commedia dell’arte, nelle sue vicissitudini in Francia nel secolo XVII.
Si tenterà infine di ritrarre un breve spaccato delle teorie, delle forme e delle pratiche sceniche dell’epoca, esaminando alcune questioni fondanti relative alla Storia del Teatro e dello Spettacolo tra Sei e Settecento, con particolare attenzione alle figure del teatro classico francese.
Il saggio finale –che avrà anche funzione di esame di verifica –, consisterà in una “lettura scenica” di parti scelte significative della pièce, che verrà ridotta e adattataper la rappresentazione teatrale, nel corso dei lavori del Laboratorio.
Testi a programma:
–Cyrano de Bergerac, Il Pedante Gabbato, Massa, Edizioni Clandestine, 2021 [o altre edizioni disponibili: a cura di M. Vucetich, Milano BUR, 2003].
– P. Quintili, Filosofie a teatro. Studi di messa in scena filosofica delle idee, Milano, Biblion Edizioni, 2021.
English
Italiano