L'etica può essere un sapere dotato di una qualche validità oggettiva o è invece caratterizzato da un'ineliminabile soggettività e relatività? È possibile giustificare in modo evidente i nostri giudizi morali? E, se sì, quali sono i criteri di tale giustificazione? Questo tipo di domande, che sta all'origine stessa dell'etica filosofica, come mostra il caso di Socrate, va incontro a una nuova riformulazione tra fine Ottocento e inizio Novecento: Brentano e Husserl cercano, ciascuno a modo suo, di rintracciare la possibilità di una fondazione oggettiva del sapere morale negli atti soggettivi della coscienza intenzionale. Il corso mira a evidenziare gli elementi centrali della loro fenomenologia della ragion pratica.