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Le Civilta' Dell'europa Medievale Lm A 2026/2027
Programma di Le Civilta' Dell'europa Medievale Lm A:
Le città delle torri. Paesaggi urbani, società e potere nell’Italia medievale Assieme alle cattedrali, le torri sono considerate il simbolo per eccellenza della città medievale italiana, quasi l’incarnazione della sua più autentica espressione. I censimenti di torri familiari che gli storici hanno condotto per varie città danno cifre strabilianti. Centottantasei torri sono state contate a Firenze, un centinaio a Bologna, oltre duecento e forse trecento a Roma, molte più di ottantatre e sessantaquattro rispettivamente a Genova e Perugia, sessanta a Savona, trenta a Noli, e via dicendo. E sono cifre parziali. Non meraviglia che all’inizio del XIII secolo un viaggiatore inglese, guardando dall’alto di Monte Mario la città sparsa di torri e campanili, paragonasse Roma ad un campo di spighe di grano. Questa verticalità urbana era una peculiarità italiana. Nelle città europee le torri, dove esistevano, sorgevano soltanto ai margini dell’abitato, sulle mura di cinta, oppure a protezione della sede di governo. Il viaggiatore inglese aveva tutte le ragioni di stupirsi. Il corso descrive e spiega questo sorprendente aspetto del paesaggio urbano italiano. Quale fu la distribuzione geografica e la cronologia di questo fenomeno? Quali forme assunse concretamente questa spinta verso l’alto? Quali soggetti sociali ne furono protagonisti e attraverso quali risorse e strategie ne resero possibile la realizzazione? E, soprattutto, quale logica, quali motivazioni profonde ne furono il motore?
Le città delle torri. Paesaggi urbani, società e potere nell’Italia medievale Assieme alle cattedrali, le torri sono considerate il simbolo per eccellenza della città medievale italiana, quasi l’incarnazione della sua più autentica espressione. I censimenti di torri familiari che gli storici hanno condotto per varie città danno cifre strabilianti. Centottantasei torri sono state contate a Firenze, un centinaio a Bologna, oltre duecento e forse trecento a Roma, molte più di ottantatre e sessantaquattro rispettivamente a Genova e Perugia, sessanta a Savona, trenta a Noli, e via dicendo. E sono cifre parziali. Non meraviglia che all’inizio del XIII secolo un viaggiatore inglese, guardando dall’alto di Monte Mario la città sparsa di torri e campanili, paragonasse Roma ad un campo di spighe di grano. Questa verticalità urbana era una peculiarità italiana. Nelle città europee le torri, dove esistevano, sorgevano soltanto ai margini dell’abitato, sulle mura di cinta, oppure a protezione della sede di governo. Il viaggiatore inglese aveva tutte le ragioni di stupirsi. Il corso descrive e spiega questo sorprendente aspetto del paesaggio urbano italiano. Quale fu la distribuzione geografica e la cronologia di questo fenomeno? Quali forme assunse concretamente questa spinta verso l’alto? Quali soggetti sociali ne furono protagonisti e attraverso quali risorse e strategie ne resero possibile la realizzazione? E, soprattutto, quale logica, quali motivazioni profonde ne furono il motore?
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